Qualche mese fa ho preso parte ad un concorso letterario dal tema “scrivi una lettera a chi ha cambiato la tua vita“.

A leggere le mie parole è stato Fabio Caressa, noto commentatore calcistico.

 

Ciao BASTARDA,
e lascio a te la libera interpretazione del termine, ma non potrà che essere qualcosa di dispregiativo.
Dalle mie parti con questo termine si indica anche chi non ha genitori, ed in effetti questa cosa ti si addice molto.
Anche tu sei orfana, di padre, di madre, di tutto, ma a quanto pare a te la cosa non pesa affatto.
Oltre che bastarda hai la fortuna di essere la capostipite di una nuova famiglia, con me il tuo primo ed unico figlio: bella famiglia di merda, mi verrebbe da dire…
Hai deciso di adottarmi 24 anni fa, quando io di anni ne avevo solo 6, privandomi della spensieratezza che contraddistingue un bambino a quella età, rendendo tutto in salita in quegli anni dove bisogna piangere solo perché ci si è sbucciati le ginocchia, e non mentre senti un ago che ti perfora la schiena.
È poco dopo questo episodio che io e te ci siamo conosciuti. Charcot Marie Tooth ti chiamavi, ma per me eri e sarai la bastarda!
Il primo caso nella mia famiglia, prima di me nessuno aveva avuto il dispiacere di incontrarti…
“Ci vuole culo”, ho iniziato a pensare anni dopo, mentre cominciavo ad avere più coscienza di cosa mi avessi privato…
Non hai minimamente idea di quante volte ho imprecato contro di te, fino ad addormentarmi, piangendo… mentre ti maledicevo.
“Grazie” a te ho imparato fin da piccolo cosa vuol dire essere guardato con occhi diversi, sentir mormorare gli altri che evidenziavano ciò che avevo di diverso rispetto a loro, e sapevo bene che nessuno poteva far nulla per affievolire il mio malessere.
Così come fanno i pugili incassavo e portavo a casa. Incassa oggi, incassa domani, imparai a creare la mia corazza. Forse era scritto da qualche parte che io e te dovessimo incontrarci. Nel destino, nelle stelle, chissà. Ma dopo 24 anni posso dire che forse qualcosa di buono sei riuscita a fare… senza te non sarei ciò che sono adesso. Hai reso la mia visione delle cose totalmente diversa rispetto a quella degli altri. I valori, il modo di vedere il mondo, non sono quelli di un ragazzo “normale”, ne sono consapevole. Ma soprattutto sai, bastarda, se oggi ho qualcosa da raccontare, se agli occhi degli altri sono una persona interessante per ciò che faccio e per come lo faccio, credo che questo sia frutto degli insegnamenti da te impartiti. Volente o nolente qualcosa me l’hai insegnato, e non so dirti se ora son più le cose a cui ho rinunciato a causa tua, o quelle che ho conquistato da quando sei con me, ma fatto sta che per il resto della mia vita sarai tu a condizionare le mie scelte, i miei pensieri e la mia quotidianità.
Ho realizzato gran parte dei miei sogni, visitato luoghi e sentito profumi che pensavo irraggiungibili e inimmaginabili, e questo mi costa ammetterlo, ma lo devo a te.
Sia chiaro bastarda non ti sto ringraziando per aver scelto me, questo non accadrà mai, ma che negli ultimi anni ce l’abbia un po’ meno con te, si, questo posso dirtelo.

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