Oggi vi racconto una storia, una storia fatta di ambizione, desideri, sacrificio e resilienza.
Questa storia parte da molto lontano, e non è il luogo dove è ambientato il film Shrek, ma è per dire che comincia circa 27 anni fa.
Sei un bambino, vedi che le cose per te sono più complicate e la parola”non lo puoi fare” ti viene detta sempre più spesso, cominci quindi a credere che quello non è il posto per te in questo mondo. Poi tanto tempo dopo scopri che la tua esistenza ha un senso, e tu sei lì proprio dove devi essere. Gli occhi sono sempre gli stessi, i sogni anche, anzi, nel corso degli anni sono aumentati, e così cominci a costruire quella cassettiera dove all’interno inizi a mettere ciò che per te sarebbe il massimo nella vita, il famoso sogno nel cassetto, e vedete, io di sogni ne ho tanti, per questo ci voleva una cassettiera.. ed oggi ho riempito un altro cassetto!

Se quella del 2016 era la partecipazione alla Paralimpiade di Rio arrivata dopo 2 anni da mio debutto nel mondo natatorio, questa è quella che più è stata sudata, più è stata sacrificata, per cinque lunghissimi anni, 5 anni dove si sono alternati successi e batoste, pensieri positivi a quelli negativi, 5 anni condivisi con chi ha creduto in me, in quella vasca, tutti i giorni, tutte le settimane, ogni mese, per 5 anni, per poter riuscire ad avere tra le mani questo biglietto. Oggi guardo quella cassettiera e mi emoziono, perché come ho scritto all’inizio, se puoi sognarlo, puoi anche farlo!

Vincenzo Boni, atleta della Nazionale Italiana di nuoto paralimpico, convocato per le Paralimpiadi di Tokyo🇯🇵

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